Alessandro Guasparri

Da Accademia degli Oscuri.

= Cognome e nome dell’ Accademico (o dagli Accademici o degli Amici dell'Accademia) "ADOTTATORE/I di questo personaggio; IL REFERENTE


Nome e cognome del RAGGUARDEVOLE O PARTICOLARE TORRITESE[modifica]

ALESSANDRO GUASPARRI


Pseudonimo, soprannome o diminutivo[modifica]

== Luogo e data di nascita ==21 settembre 1827

== Luogo e data del decesso ==17 gennaio 1902


Genitori[modifica]

Figli[modifica]

Fratelli , o parenti importanti[modifica]

Eventuali discendenti o parenti attualmente in vita[modifica]

Araldica : (descrizione stemma /armi della casata o se possibile immagine )[modifica]

== Attività, professione, mestiere o altro == Sacerdote

Titolo di studio, titoli onorifico, encomi, riconoscimenti pubblici[modifica]

== Storia del personaggio : Sebbene il suo primo nome di battesimo fosse Matteo, fu sempre chiamato soltanto Alessandro. Studiò nel seminario di Pienza; ordinato sacerdote, fu quasi subito nominato canonico della collegiata e coadiutore della parrocchia di Torrita, ma negli ultimi quattro o cinque anni di vita dell’arciprete Rindi, malato e quasi cieco, ne esercitò tutte le funzioni. Alla morte del Rindi, in seguito a concorso per esame, fu nominato titolare della prebenda arcipretale, di cui prese possesso il 29 giugno 1864 e che tenne fino al giorno della sua morte. Conservatore per eccellenza, non ebbe grandi iniziative; l’unico fatto notevole del suo lungo ministero parrocchiale fu il restauro e la ripulitura della chiesa collegiata, che si riaprì al culto il 3 novembre 1888 con grandi feste. In questa occasione fu portata a Torrita la Madonna delle Fonti. I lavori interni della collegiata furono condotti assai bene, ma la coloritura in giallo canarone delle pareti esterne fu una vera profanazione dell’arte e del colore locale. I lavori furono diretti dal comm. Pandolfo Bargagli Petrucci in cui onore e in grati animi sensu l’Arciprete offrì, per la festa della riapertura, un mio sonetto e poi dedicò una sua epigrafe latina, che è murata dietro l’altar maggiore, di fronte al coro. Ho detto che l’arcipr. Guasparri non ebbe grandi iniziative; egli però fu un forte lavoratore: diè opere diuturna istancabile, ma unicamente per le cose spirituali della sua parrocchia. Fu anche vicario foraneo della vicarìa di Torrita. Fra i pochi uffici che esercitò al di fuori della sua chiesa va notata la vice presidenza della Commissione amministrativa dello Spedale Maestri, della quale faceva parte ipso iure, come parroco. Fu anzi attaccatissimo a questa istituzione. Riassumendo, Alessandro Guasparri fu un sacerdote rigidissimo, un parroco zelante; politicamente, un conservatore irriducibile, un ultramontano intransigente, degno esponente del vecchio clero torritese. -A proposito dei sentimenti politici di questo clero, trovo che il Capitolo della collegiata, invitato nel 1861 dal gonfaloniere di quel tempo, Giov. Batta. Bufalini, a celebrare una messa solenne e a cantare l’inno ambrosiano per la festa nazionale dello Statuto (2 giugno, in quell’anno), tergiversò cavillò dilazionò dichiarò la sua incompetenza per non dare un esplicito rifiuto, ma in sostanza si pose in condizione di non aderire all’invito fattogli (libro cit. delle delib. capit., pagg. 63 e segg.). – A pag. 100 dello stesso libro trovo poi questa memoria (estensore il can.co Paolo Landi): “Il dì 8 febbraio 1878 dal Municipio fu fatto fare in questa chiesa collegiata, con solenne pompa, il trigesimo uffizio in suffragio del defunto Vittorio Emanuele II, Re Subalpino.”(!!!) Le qualità spirituali e morali dell’arciprete Guasparri sono con precisione rilevate, pur con gli eufemismi dello stile epigrafico, nella bella memoria sepolcrale per lui dettata da mons. Giovanni Maria Carosi: Qui fu deposto il corpo – dell’arciprete don Alessandro Guasparri – uomo pieno dello zelo di Dio – d’incrollabile devozione – alla sede apostolica – fermo nella sana dottrina. – Resse la parrocchia di Torrita – in tempi difficili – con fortezza e prudenza – per anni XXXVIII – alieno da ogni cosa del secolo – dedicato unicamente – al bene spirituale – del suo popolo. – Di carattere integro di costumi severi – animo impavido e di gran senno – riscosse da tutti – stima e riverenza. – Rese l’anima a Dio – il XVII gennaio MCMII – in età di anni LXXV.

Dicevano di Lui[modifica]

Opere o iniziative realizzate[modifica]

Specifiche frasi particolari e caratteristiche[modifica]

Aneddoti[modifica]

Biografia[modifica]

Bibliografia[modifica]

== Album fotografico :