Francesco Avanzati

Da Accademia degli Oscuri.


Scheda compilata dall’Accademico ( o dagli Accademici ) "ADOTTATORE/I" di questo personaggio XXXX


Cognome e nome del Ragguardevole o Particolare Torritese[modifica]

FRANCESCO AVANZATI


Pseudonimo, soprannome o diminutivo[modifica]

Foto o disegno del volto del personaggio[modifica]

Luogo di nascita[modifica]

Data di nascita[modifica]

25 febbraio 1892


Luogo del decesso[modifica]

Data del decesso[modifica]

31 ottobre 1920


Genitori[modifica]

Figli[modifica]

Fratelli , o parenti importanti[modifica]

Eventuali discendenti o parenti in vita[modifica]

Araldica : (descrizione stemma /armi della casata o se possibile immagine )[modifica]

Attività, professione, mestiere o altro[modifica]

Titolo di studio, titoli onorifico, encomi, riconoscimenti pubblici[modifica]

Storia del personaggio : ( inserire se possibile: luoghi in cui è vissuto, causa del decesso e luogo sepoltura, eventuali necrologi reperiti)[modifica]

Necrologio: . Anche di questo giovane egregio riporterò l’elogio che dissi al cimitero il giorno de’ morti e che fu pubblicato ne “L’Araldo Poliziano” del 14 novembre 1920, n.46: “Avanti!” aveva scritto questo giovane sulla sua bandiera. Fino da quando frequentava le scuole elementari egli era avanti a tutti; poi fu sempre tra i primi alla scuola tecnica, all’istituto tecnico. Allettato dalle discipline matematiche – le quali corrispondevano si esattamente alla serietà, alla severità del suo carattere, rigido e positivo – s’iscrisse al Politecnico di Torino e andò avanti, sempre avanti: primo fra i primi. La guerra interruppe a lui, come agli altri, il corso degli studi; ma pur tra i rigori delle Dolomiti del Cadore e le asprezze del sanguinante Sabotino; pur tra i disagi e i pericoli a cui era esposto per compiere il suo dovere ed ai quali talvolta volontariamente si esponeva; in mezzo al frastuono delle sonanti officine liguri, fervide di fuoco e di lavoro di guerra, egli trovava il modo e il tempo di studiare, e quando poteva ottenere qualche licenza, non di rado la impiegava in una visita fuggevole alla casa sua per riabbracciare la vecchia mamma, i fratelli, le sorelle, i congiunti, gli amici, riservando il maggior tempo per presentarsi al Politecnico e sostenere, sempre con esito brillante, le sue numerose e difficili prove di studio. Così, finita la guerra e liberato dal servizio militare, si trovò in una condizione di superiorità in confronto dei suoi compagni di studio: mentre molti di questi non hanno ancora conseguito la laurea, Francesco Avanzati potè in quest’anno ornare la sua fronte pensosa del pacifico alloro riserbato ai vittoriosi nella dura battaglia degli studi: nel giugno decorso ebbe la laurea d’ingegnere industriale ed elettrotecnico. Ma – avanti! – egli disse, e non volle un giorno solo riposare sugli allori. Tornò nuovamente a studiare e conseguì ben presto, e con resultati sempre ottimi, il diploma accessorio in ingegneria ferroviaria e mineraria. Avanti ancora! Ricco di rigorosi principii, di salda teoria, si slanciò subito nel campo della pratica attività ed eccolo ingegnere alle miniere del Siele sul Monte Amiata; eccolo a studiare le inesplorate viscere della terra per estrarre il pesante metallo prezioso, i preziosi prodotti accessori; eccolo nelle rigide vette del bel monte azzurro a lavorare senza tregua, sempre primo, sempre avanti! E pur trovava ancora il tempo di studiare; studiare ancora: studiare per specializzarsi in un altro ramo della matematica: nell’ingegneria navale, per cui doveva subire fra breve un altro esame. Era mirabile la forza di volontà di questo giovane: quando si era fisso in mente di riuscire, di arrivare, di vincere, riusciva, arrivava, vinceva. Egli non conosceva ostacoli: lo studio, il lavoro, l’applicazione dovevano superarli; superarli ad ogni costo. Oltre la sua normale attività di studente, Francesco Avanzati si prefiggeva, per esempio, d’imparare una lingua, di apprendere qualche disciplina di studio accessorio e ornamentale; non aveva bene fino a che non riusciva, facendo a meno anche del maestro, facendo tutto da se, col solo sussidio dei libri. Ricordo che da ragazzo si mise in testa di imparare la stenografia, perché riteneva che fosse – e lo è infatti – prezioso ausilio per raccogliere i precetti verbali dettati dai dirigenti la scuola. Ebbene, egli da se solo, senza maestro, riuscì a vincere tutte le asperità, i fastidi, le difficoltà dell’arte stenografica che imparò così correttamente da essere in grado d’insegnarla anche agli altri. Francesco Avanzati volle davvero, sempre volle, fortissimamente volle. Egli volle raggiungere le altezze luminose che la luce del suo intelletto gli additava; ma non fece i conti con le sue forze fisiche, le asservì anzi, le aggiogò al carro faticoso del suo alto intelletto; ma ben presto venne il giorno in cui non servirono più allo sforzo al quale avevale sottoposte; venne il giorno tristissimo nel quale lo abbandonarono. Il cuore specialmente – quel suo bel cuore che racchiudeva un tesoro di sensi nobili e delicati – non gli resisté, e, nelle prime ombre di domenica scorsa, si fiaccò, si spezzò, cessò a un tratto di battere! Questo giovane, che in ventotto anni di vita aveva dato sì fulgida prova di sé; che si è ammalato sul lavoro, quando teneva in pugno, come un soldato, la bandiera per marciare sempre avanti nelle vie del lavoro e del progresso umano; questo giovane, che era oggi la più bella promessa per la sua famiglia e anche per il nostro paese; questo giovane ora lo abbiamo dinanzi a noi, avvolto nella funebre coltre, freddo inerte morto... Pianga la vecchia mamma, piangano i fratelli, pianga la sua dolce sorella minore, pianga il paese, piangano gli amici: un figlio, un fratello, un amico come Francesco Avanzati non si sostituisce facilmente. L’ing.Francesco Avanzati, che doveva tutto a se stesso, che si era innalzato con le sole sue forze, costituiva un ornamento, un lustro per il nostro paese; ed io sono sicuro d’interpretare il pensiero, il sentimento di tutti tributando questo estremo saluto alla memoria di lui che additeremo sempre ad esempio di forti e civili virtù, che non dimenticheremo mai per la bontà di quel suo nobilissimo cuore, così presto e violentemente spezzato!” 27.I.’21.(Giovanni Maria Guasparri)


Dicevano di Lui[modifica]

Opere o iniziative realizzate[modifica]

Specifiche frasi particolari e caratteristiche[modifica]

“Avanti!” aveva scritto questo giovane sulla sua bandiera

Aneddoti[modifica]

Biografia[modifica]

Bibliografia[modifica]

Album fotografico : (riportare, quante più possibile, eventuali foto o immagini attinenti al personaggio)[modifica]